domenica 23 novembre 2014
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“(in)visIble cities” all’IIS “Capriotti”
Scritto da Giorgia Michieli 5 C Linguistico   
giovedì 20 novembre 2014

Viaggio alla ricerca delle comunità africane nel mondo

 Sabato 14 novembre l’IIS “Augusto Capriotti”, in collaborazione con Tandem Associazione Interculturale Onlus di Grottammare, ha presentato  (IN)VISIBLE CITIES, una serie documentaristica che entra nelle comunità di migranti africani dei cinque continenti.
(IN)VISIBLE CITIES, presentato in lingua inglese  in una versione della durata di 50 minuti circa, è la narrazione del viaggio di Beatrice Ngalula Kabutakapua, giornalista italo-congolese, e del regista Gianpaolo Bucci a Cardiff, Los Angeles e New York  alla ricerca dei quartieri dove i migranti africani risiedono in 13 città del mondo. Non sono migranti sbarcati sulle isole quelli di (IN)VISIBLE CITIES, ma “gli altri”: quelli che arrivano per via aerea, quelli che ricostruiscono una propria comunità a Los Angeles, Cardiff, New York, quelli che sfuggono ai media. Il fine è ritrarre le comunità africane allontanandosi da un’immagine stereotipata e privilegiando le storie di vita comune di persone che lavorano, vivono, amano. 
Il documentario ha avuto la sua anteprima nazionale presso il Cinema Trevi, durante Ottobre Africano 2014. Nella seconda metà di novembre i due autori raggiungeranno Sassari, Cagliari e Verona, per poi  proiettare il loro lavoro a Londra, Cardiff, Bruxelles e Praga nel 2015.

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Il Berretto a Sonagli
Scritto da Alice Galasso 5 B Linguistico   
lunedì 17 novembre 2014

Il Berretto a Sonagli: i riflettori del Concordia su Pirandello, per gli studenti

 Si è aperta in bellezza la stagione teatrale di quest’anno scolastico all’IIS Capriotti con un audace “Berretto a Sonagli” (dal titolo originale A birritta cu' i ciancianeddi) di Luigi Pirandello. Sicuramente stimolante dal punto di vista delle tematiche trattate, lo spettacolo dello scorso lunedì  ha costituito per noi studenti un momento di intrattenimento e di riflessione.  Il messaggio che il grande drammaturgo ha voluto trasmettere tramite la sua opera a tinte forti sortisce sicuramente in uno spettatore attento – data la complessità dell’intreccio – un effetto dirompente per l’innegabile coesione con il contesto attuale in cui viviamo. L’ipocrisia della società che emargina i deboli, che detta delle imposizioni, spesso porta all’omertà che cela anche delitti gravi per mantenere intatta l’integrità delle apparenze…  Non sono forse piaghe che affliggono il nostro presente?
La protagonista, Beatrice Fiorica, incarna perfettamente lo stereotipo della moglie del piccolo borghese. Tuttavia, sin dall’apertura del sipario, realizziamo che in realtà questa donna seduta al centro del palcoscenico, le mani che coprono il viso piangente e che affondano tra i capelli ben pettinati, è dilaniata, tormentata, in preda alla disperazione – sentimenti del tutto discostati dai suoi capricci di natura materiale come “la collana con i pendenti” e “gli orecchini”. Intorno a lei vi è l’oscurità più totale: è la solitudine, l’abbandono in cui versa “il pazzo”. Non che sia affetta da infermità mentale vera e propria, anzi; nella sua cieca gelosia mantiene una certa lucidità, essendo perfettamente a conoscenza dell’infedeltà del marito. Viene, tuttavia, ammonita dal Ciampa -scrivano di famiglia, nonché coniuge dell’amante - per i suoi eccessi d’ira con questo discorso che rappresenta il fulcro dell’opera:

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“Il giovane favoloso” al Palariviera
Scritto da Shelly Uka 5B SIA   
lunedì 10 novembre 2014

 Mercoledì 30 Ottobre le classi del triennio dell'IIS "Capriotti" si sono recate presso il Palariviera per assistere alla proiezione de "Il giovane favoloso", un film sul grande poeta marchigiano Giacomo Leopardi, diretto dal regista Mario Martone.
Quando la mia insegnante ha proposto alla classe la visione di questo film ero scettica e curiosa nel contempo: scettica, perché Leopardi è un autore dalle innumerevoli sfaccettature, così complesso e acuto che errori, anche minimi, nella sua rappresentazione potrebbero fornire un'immagine errata a coloro che non conoscono bene la personalità del Recanatese; curiosa, perché essendo proprio Leopardi la pietra miliare della letteratura italiana, in grado di emozionare e sconvolgere con i suoi versi, ero desiderosa di vedere con i miei occhi la capacità del regista di delineare la figura del poeta senza banalizzarla o distorcerla.
La prima parte del film vede protagonista un giovane Giacomo Leopardi confinato nelle strette mura della casa paterna, in cui "unico divertimento è lo studio". Egli è sottomesso alla volontà del padre Monaldo, reazionario bigotto, il cui unico desiderio è che il figlio si dedichi solo ed esclusivamente agli studi filologici e si conformi alle regole da lui dettate. Tuttavia se il padre, fermo restando un uomo conservatore, mostra affetto e cura nei confronti di Giacomo, la madre, una donna autoritaria e gretta, rivolge al giovane solo rimproveri ed è la responsabile di un'atmosfera familiare rigida e priva di confidenza affettuosa.
Il giovane vive perciò immerso in una cupa malinconia, in cui flebile consolazione è la corrispondenza con Pietro Giordani, il quale diviene simbolo della libertà tanto anelata. In Giordani egli trova una guida intellettuale, che esalta la creatività delle sue opere senza il desiderio di modellarle secondo prestabiliti modelli letterari.

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Il Giovane Favoloso di Mario Martone
Scritto da Alessandro Nespeca – 5C AFM   
lunedì 10 novembre 2014

 “Il giovane favoloso” è un film diretto da Mario Martone uscito nelle sale quest’anno e narra della controversa e sofferta vita del grande poeta marchigiano Giacomo Leopardi. Il film ripercorre tutte le principali tappe della sua esistenza e si può dividere in diversi filoni: il primo è strettamente legato alla giovinezza del poeta fino alla sua maggiore età, caratterizzata da quello che lui chiama “unico divertimento”, lo studio; dal severo, ma ingenuo amore di suo padre e dalla freddezza di sua madre, che lo portano ad avere una vita emarginata, solitaria e sofferente, alleviata solamente dall’affetto dei suoi due fratelli. La svolta avviene con l’incontro dell’intellettuale Pietro Giordani, il primo ad apprezzare le sue opere e a convincerlo a viaggiare per l’Italia. A Firenze incontrerà, poi, Antonio Ranieri, che diventerà il suo migliore amico e lo accompagnerà fino alla morte. Il film, della durata di poco più di due ore, non si limita a raccontare la vita di Leopardi in modo passivo, ma ha lo scopo, ben più profondo, di far capire la genialità del poeta.

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